Palazzo Gabrielli

 

Archeologia Marina

La collezione archeologica presenta le vie di comunicazione piu' antiche ed i collegamenti tra gli abitanti della costa slovena dell’Adriatico e quelli delle coste limitrofe a partire dalla preistoria. I ritrovamenti nelle grotte del carso triestino (Caverna del Pettirosso, Grotta dell’Orso) e a Sermino presso Capodistria, riconducibili al neolitico, parlano dell’uomo e del suo rapporto con il mare, delle sue credenze, degli influssi e dei contatti reciproci tra le varie culture dell’area adriatica. Oltre a frammenti fittili, risalenti alla Cultura di Danilo e a quella finale di Lesina, nelle vetrine sono esposti attrezzi in selce e osso tra cui un importantissimo arpone in osso ritrovato nella Caverna del Pettirosso. In mostra anche oggetti dell’eta' del bronzo rinvenuti nel corso degli scavi archeologici condotti nel Castelliere presso Corte di Isola, a Sermino e a Pirano.

   


Collezione marittima


E' la collezione piu' complessa e strutturata del museo piranese, che abbraccia lo sviluppo della marineria dal XII secolo sino al XX secolo. Le vicende di questi territori sono strettamente legate alla nascita, lo sviluppo e il declino della Serenissima Repubblica di Venezia. I commercianti sloveni gia' nel XV secolo trasportavano le merci in diverse citta' aldila' del mare Adriatico. Il commercio marittimo subi' una notevole accelerazione nel XIX secolo. Gli sloveni dimostrarono ottime qualita' nel commercio e nella navigazione. Lo sviluppo del commercio e della marina mercantile, come la costruzione della ferrovia e delle vie stradali si aprirono i collegamenti tra le citta' costiere e quelle dell’entroterra sloveno.

   

Gli sloveni ebbero un ruolo importante nella marina Austro-Ungarica, poiché rappresentarono una parte rilevante della marina e occuparono alte cariche: si annoverano circa 40 ammiragli, alcune decine di capitani di navi militari, e un imprecisato numero di semplici marinai.

  

Dopo lo scioglimento della monarchia Austro-Ungarica questi ufficiali rappresentavano il nucleo, attorno al quale si genero' la nuova marina jugoslava, vanto del neo-nato Regno dei serbi, croati e sloveni. Una delle parti centrali della collezione marittima e' rappresentata dagli oggetti, dalle suppellettili, dall’attrezzatura reperita sulle navi, gli effetti personali dei marinai, le uniformi e le fotografie che narrano la vita e il lavoro a bordo delle navi della Regia Marina Jugoslava.

   


La pesca

La pesca marittima, di cui consideriamo parte integrante sia la pesca che la lavorazione e conservazione del pesce, ha, lungo la costa istriana, una notevole tradizione.   Sin dal decimo secolo i diritti sulla pesca si distribuivano tra i comuni e le signorie fondiarie. Il comune di Pirano possedeva quattro riserve ittiche la cui gestione veniva annualmente contrattata con dei soggetti privati piranesi. Questi a loro volta le cedevano ai pescatori, dai quali venivano pagati con parte del pesce pescato.

Nel Medioevo le imbarcazioni da pesca erano prevalentemente a remi. Erano scoperte e  la navigazione si avvaleva di tre o quattro remi, a volte di piccole vele alle quali più tardi si è aggiunto il timone. Erano munite anche di ancore con corda,  tele protettive e altro.
Erano conosciute come bragozzi, battelli, topi, battellini e sandoli.

Nella seconda metà del diciannovesimo secolo vennero aperte lungo la costa adriatica diverse fabbriche per la conservazione del pesce azzurro.  Ma uno sviluppo repentino dell'industria della conservazione del pesce si registra soprattutto dopo il passaggio della Zona B del Territorio libero di Trieste alla Jugoslavia.
Dal 1947, anno in cui le imbarcazioni migliori della flotta peschereccia vennero trasferite in Jugoslavia, la materia prima, in primo luogo il pesce azzurro, veniva acquistata dai pescatori privati, da due aziende peschiere, la Riba di Isola e Ribič di Pirano e da alcune cooperative di pescatori.

  


Modelli navali di Padre Gabriel Gruber

La collezione della storia marittima piu' antica e' completata dai modelli di navi, dei veri capolavori con ricche armature, fatti nell’officina di modellatura Gruber a Lubiana tra gli anni 1774 e 1783. Il museo possiede vari modelli tra cui la galera veneziana del XVII secolo, la corvetta a vela ed a remi del XVIII secolo, galera lagunare del XVIII secolo, la nave militare austriaca Kaiser Karl VI della seconda meta' del XVIII.

Padre Gabriel Gruber fu progettista e costruttore del canale per il drenaggio delle paludi Lubianesi e nacque a Vienna. Da Graz si trasferi' a Lubiana, dove ottenne la carica di consigliere regio-imperiale e di direttore di navigazione presso le autorita' provinciali della Carniola. Nel 1773 fondo' la Scuola di ingegneria navale, il suo desiderio era quello di fondare anche un cantiere navale dello stato collocandolo lungo il fiume Ljubljanica. Esperti maestri, modellatori e costruttori delle navi, capaci a progettare e costruire le navi furono convocati da lui da Trieste, Pirano e da altre citta'. La maggior parte dei modelli e delle navi progettate furono destinati alla navigazione fluviale. Tuttavia tra i reperti vi sono anche dei modelli delle navi marittime esposti ora presso la sede di Palazzo Gabrielli. I modelli della sua officina furono fatti secondo i piani dei grandi cantieri navali europei, e servirono da supporto didattico agli ingegneri navali ed agli ufficiali.

   


Le polene

Il termine polena deriva dalla parola francese poulaine che significa rostro. Nell’Ottocento si ha un vero fiorire delle decorazioni delle prore delle navi. Allora le polene avevano un significato particolare, erano realizzate da abili intagliatori e spesso erano dorate o dipinte.
Nel Museo del mare di Pirano sono conservate ben poche polene, una di queste rappresenta il busto di una donna completamente dorato (cm 90x60x45). Ornava il veliero capodistriano “Corriere d’Egitto” ed era proprieta' del capitano Nazario Zetto, e' datata agli inizi dell’Ottocento. La figura femminile con lunghi capelli che le scendono sulle spalle, gli occhi sbarrati in un’espressione di orrore e con due serpenti annodati attorno al collo, rappresenta la figura mitologica di Medusa, avvolta in una tunica con drappeggi che le coprono il seno. La doratura le dona una forte espressivita' e la circonda di un alone divino. La polena piu' grande esposta nel nostro Museo (cm 110x146x58), rappresenta un cavallo marino. Come la scultura precedente anche questa ornava la prora di una nave capodistriana.

   


Pittura marinista

Sin dalla sua fondazione, il Museo del mare ha avuto una particolare attenzione nella ricerca del materiale sulla storia e la cultura della marineria. La raccolta di opere figurative nacque sulla scia di una sistematica e intensa ricerca nel Litorale, in Slovenia e nelle regioni confinanti. Numerose opere furono acquistate negli antiquariati e presso collezioni e molte altre furono cedute o vendute al museo da privati. Le opere raccolte sono creazioni di tutto riguardo nel loro genere in Slovenia, relativamente al periodo che va dalla seconda meta' del XIX alla prima meta' del XX secolo.

   

 

Il restauro dei dipinti murali

 

Al piano terra di Palazzo Gabrielli continua l'opera di restauro dei dipinti murali in stile neoclassico della meta' del XVIII secolo